Odo cadere il tempo, goccia a goccia, e nessuna goccia che cade si sente cadere… Sento la testa posata sul cuscino su cui la tengo, incavandolo. Il tessuto della fodera ha con la mia pelle un contatto di gente nell’ ombra. Lo stesso orecchio, sul quale mi appoggio, mi si imprime contro il cervello. Batto le palpebre dalla stanchezza, e le mie ciglia emettono un suono piccolissimo, inudibile, contro il biancore sensibile del cuscino. Respiro, sospirando, e la mia respirazione avviene, non è mia. Soffro senza sentire e pensare.
Pessoa
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