stanotte ho letto il thread di gluca dedicato ad un’analisi, una specie di stato dell’arte di friendfeed [la potete trovare qui].
è interessante come racconta le dinamiche di friendfeed [andate a leggervele che qui non si fanno riassunti] però su un paio di punti vorrei dare una chiave di lettura diversa.
Gli avventori sono tendenzialmente radical-laico-liberal-antiliberisti
Davvero tendenzialmente gli utenti di friendfeed sono radical-laico-liberal-antiliberisti?
Forse no. Se c’è una cosa che è certa è che friendfeed aiuta la creazione di gruppi (più o meno forti) con caratteristiche ben delineate. Aiuta anche nel riconoscimento di leader in cui identificarsi. I friendfeedari potrebbero, semplicemente, subire l’influenza sociale del gruppo cui aspirano o a cui appartengono per soddisfare un bisogno di padronanza o affiliazione.
Nel primo caso nel thread politico/morale/sociale di turno il friendfeedaro si conforma al gruppo perché ritiene che stia esprimendo una posizione corretta.
Nel secondo caso il friendfeedaro si conforma al gruppo per mostrare/autenticare la sua identificazione nel gruppo.
gli avventori hanno la percezione di essere in numero paragonabile a quelli di Facebook (al di là di una innegabile superiorità intellettuale auto-confermata). Questo deriva dal fatto che FF è tutto tendenzialmente pubblico e ricercabile, e quindi tutto visibile, mentre in FB ognuno vede solo fino a dove arrivano i confini dei propri amici, quindi praticamente tutto invisibile.
Non potrebbe essere che gli utenti di FF abbiano questa percezione (superiorità numerica ed intellettuale) non per una questione di pubblica tracciabilità (che può essere usata per rafforzare l’idea) ma semplicemente perché si sono identificati in una “grande categoria sociale” che oltrepassa il job title, la formazione, il genere?
Una parte del concetto che abbiamo di noi stessi deriva dall’appartenenza a gruppi sociali e noi siamo motivati a valutare positivamente il gruppo sociale cui apparteniamo perché, implicitamente, valutiamo positivamente anche noi stessi, innalzando l’autostima individuale.
In pratica è come se friendfeed fosse un grande in-group mentre tutti gli altri appartenenti a social network diversi (facebook in primis) fosse l’out-group con il quale ci confrontiamo e per proteggere il nostro in-group, per proteggere la nostra identità sociale, entriamo in antagonismo con l’altro gruppo (il gruppo facebook).
State ancora immaginando friendfeed come un grande gruppo? Bene.
Chi appartiene ad uno stesso gruppo tende a sviluppare atteggiamenti di autocompiacimento: i friendfeedari sono più cool, brillanti, simpatici, colti e raffinati dei facebookiani. i friendfeedari usano la rete in modo attivo.
Ora che sono arrivata a questo punto mi allargo un po’ e cerco di esplicitare le considerazioni generali sui facebookiani.
I facebookiani sono:
rozzi, senza stile, bimbominkia (giovani o vecchi non fa differenza), infantili, ridicoli, incapaci di scrivere in italiano con gusti musicali pessimi. I facebookiani si lasciano usare da facebookk.
Secondo voi, ho tratteggiato due “typo”, due modelli? Secondo me, ho tratteggiato dei pregiudizi. degli stereotipi. (che poi vadano bene anche per ricavarci un giocattolino per un esercizio sulle tavole sinottiche se hai un’anima markettara è un altro discorso)
Le caratteristiche dei facebookiani sono delle vere e proprie credenze culturali ed il fatto che siamo in grado di percepirle come una categorizzazione, non cambia l’influenza che questi stereotipi riescono ad esercitare sui friendfeedari.
Insultare un facebookiano, su friendfeed, non è reato. Anzi. Aiuta gli utenti ad ottenere il consenso sociale e stimola la creazione di un meccanismo di sostegno per la replica.
Riassumendo:
* abbiamo un in-group [i friendfeedari]
* abbiamo un out-group [i facebookiani]
* abbiamo degli stereotipi
* abbiamo delle credenze
ed io azzarderei una risposta alle domande di Gluca:
le persone hanno la tendenza a stimare più alta la probabilità di un certo atteggiamento da parte di chi condivide rispetto a chi non condivide una certa posizione.
I friendfeedari non fanno eccezione: fanno parte di un gruppo, sono spesso esposti selettivamente ad altri friendfeedari (sia virtuali -room, che reali - barcamp etc), abitualmente preferiscono tenere in considerazione un’opinione che collimi con la loro e sovrastimano la presenza dei friendfeedari rispetto ai facebookiani. evviva i bias.
[edit: per altre psico paturnie cfr queste | ora preparo un disegno degli insiemi degli insiemi degli insiemi]